SARA WILSON

I colori dell'autunno riflessi nel vivace arancione delle zucche o nel brunito involucro delle castagne, le orme dell'inverno sulla spiaggia vuota disseminata di conchiglie rosate e tronchi sbiancati alla deriva, il soffio della primavera nella delicata pergola di glicini, il refrigerio dalla calda estate sotto l'arco verde di bersò fioriti in giardini lussureggianti e raccolti, tutto questo è nella pittura di Sara Wilson.

Un complesso dialogo fra luce, tempo, stagioni, sensazioni senza complicati conflitti. Un fluido compromesso fra natura morta e paesaggio, impressioni istintive e musicali come il temperamento dell'artista, che alla sotterranea malinconia di dolci nostalgie inglesi alterna effetti solari di luminosità mediterranea.

Spontanea alchimia di immaginazione e percezione, talento in espansione con una tecnica non sofisticata che attira per la geniale semplicità di accostamenti.

Una treccia d'aglio, una padella di rame, un cesto di vimini, tanti fiori in una sinfonia armoniosa di emozioni: metamorfosi dell'indagine in ricerca introspettiva che si traduce in poetica manifestazione artistica.

MARGHERITA MOSCOGIURI
giornalista, European Accademy of the Arts, Londra