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DIALOGO TRA FORME
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Dalle opere di Sara Wilson traspare lo stupore per la magnificenza del creato e dei suoi colori. Questa pittrice inglese, dalla sua terra natale ha portato il gusto della natura ripresa in chiave di tradizione, operando sui contrasti e sui contrappunti coloristici, ed esaltando con la luce le sue visioni poetiche. Nei suoi lavori appare la trasfigurazione di una realtà scrutata con amore e con curiosità per il particolare, come se soltanto la cura dei dettagli potesse moltiplicare la bellezza della complessità. Si tratta quindi di una natura vera e composita, che l'artista dipinge senza retorica, salvaguardandone la purezza attraverso un filtro visivo capace di cogliere e fermare il trascorrere del tempo. L'occhio dell'osservatore si sofferma sull'abile tracciato dei pennelli -che precisano con minuzia le forme senza bisogno di contorni- accorgendosi di quanto ha perduto nell'abitudine a guardare senza vedere. Torna con urgenza in Sara Wilson il richiamo alla verosimiglianza, come dialogo tra percezione e sentimento, da cui scaturisce il rigore per lo studio degli equilibri spaziali e delle prospettive. Le sue nature morte sollecitano i sensi evocando profumi e sapori; le marine si distendono in un silenzio sospeso verso larghi orizzonti solari; negli scorci di un bosco o nell'ombra di un pergolato il colore si addensa nello spettro infinito di possibilità tonali di una natura in rigoglio, componendo sulla tela variazioni cromatiche equilibrate e armoniose come un canto corale. Scrupolosamente attenta alle regole compositive dell'impaginato pittorico, l'artista sa ben concertare i volumi e mettere in risalto i piani, mantenendo intatto l'impulso creativo e il carattere lirico della sua ispirazione, dove le preziose tacche di colore sostengono il tessuto connettivo della narrazione visiva. |
| PAOLO LEVI - critico
d'arte, Dialogo tra forme, n. 01, editoriale Giorgio Mondadori, 2009 (pag. 82) |