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LA REALTÀ DI SARA WILSON
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Viene da Albione. Dai misteriosi ghirigogori del fantastico Tamigi. Dai cigolii inquetanti delle case di Londra piene di storia. Dalle ricorrenti pioggie. Dalla nebbia ove ristagna l'aroma del the. Ma dei suoi metodici compatrioti non ha nulla - forse l'ha dimenticato in patria - poiché è vivace e sempre in cerca di luce; i colori li conserva negli occhi. Quando arriva in po' di malinconia si nasconde nella musica. Il suo pennello è, però, solare. La sua pittura parla d'amore, d'incontri in luoghi dimenticati dal tempo ma così reali da sembrare invenzioni. Di nature morte che si contemplano nel loro gioioso atto d'uscire dalla tela. Eppure la Caleidoscopica Sara non inventa. Vive una costante "sua" realtà in cui anche l'impossibile vede se stesso smesso degli abiti scuri dell'arcano. Io cerco di scoprire nei suoi quadri Draghi, Fate, Gnomi e, Cavalieri e, anche se sono sicuro della loro "realtà", non riesco a vederli. Forse non ci sono. La Realtà di Sara Wilson è un fantasmagorico sorriso di colore che nasconde la danza, della sua immaginazione. |
| GIOVANNI FAVATI Poeta e Critico |