SARA WILSON

È mezzogiorno, fuori c'è un cielo grigio, fa molto freddo. Sara Wilson è nel suo studio - galleria di Forte dei Marmi intenta a dipingere una natura morta. Dalle ampie vetrate si scorge un giardino d'inverno dove sono sbocciati fiori in ogni angolo, persino alle pareti. Fuori è inverno, dentro è primavera.

È il mondo dell'artista candido e reale, senza astrazioni gratuite o giochi di colori inutili. In primo piano c'è una grande zucca dai colori caldi dell'estate, intorno vecchi oggetti e qualche ramo secco: un nuovo soggetto che l'artista sta dipingendo. Alle pareti cesti di frutta, cortili fioriti, qualche visione di mare e paesaggi dai colori soffusi. Forse qualche critico avrà trovato nei suoi dipinti rigide atmosfere inglesi, paesaggi senza storia, fiori senza tempo.

È il solito ritornello degli addetti ai lavori che devono cercare vaghe similitudini come se l'artista non avesse una personalità e una storia alle spalle carica di esperienze e di emozioni. Sara Wilson ha un suo preciso mondo appeso al cuore e una chiara visione del grande messaggio della natura. I suoi dipinti racchiudono luoghi segreti dove nessuno potrà mai entrare.

Tutto quello che accade all'interno delle composizioni fa parte di un sottile gioco dell'inconscio. Il verismo non è decadenza, ma semmai disciplina, rispetto, coerenza. Sara Wilson è un'artista chiara, solare, semplice, colta, essenziale, profondamente fedele ai più sottili palpiti della vita. Cerca di riprodurre le atmosfere reali senza far ricorso ai pericolosi giochi della trasformazione.

Ciò che conta è il risultato finale: le opere di Sara Wilson ci fanno assaporare il tempo, lo spazio, le stagioni in cui vivono. La natura non ammette manipolazioni. Un filo d'erba sarà sempre un filo d'erba sino all'eternità.

ROMANO BATTAGLIA
scrittore